“Turismo in montagna significa mettere al centro le storie di chi abita le terre alte”
“Come si fa a conoscere un luogo come la montagna, se non ci si adatta ai suoi ritmi, alle fatiche che richiede, alle necessità di chi li abita?”
A chiederselo è Carmiliano Raffaele, siciliano di origine e bergamasco d’adozione e fondatore di Buffa Outdoor Experience, realtà di eco-turismo in Valle Brembana (BG) che ha scelto di improntare le sue proposte sul rapporto con la gente del territorio… E quindi facendo rete con caseificio e produttori locali, creando ponti tra paesi vicini, strutturando proposte a piedi e mountain bike lungo le vie storiche della valle, proponendo escursioni per conoscere i custodi delle borgate, avvicinando le persone alla vita di montagna. Il collega e co-fondatore di Buffa Outdoor Experience è Ivan Milesi, montanaro doc e autoctono al 100%, guida del parco delle Orobie e profondo conoscitore della vita in alpeggio, della sua valle e delle dinamiche umane, sociali e produttive del territorio.
“Portare la gente in montagna per noi significa mettere al centro le storie di chi quelle montagne le abita” racconta ancora Carmiliano.
“Questa valle è ricchissima, selvaggia, ancora lontana da altre località alpine prese d’assalto dal turismo. Per certi versi, è ancora un territorio vergine sotto questo profilo, il che significa autentico, vero. Qui la gente lavora ancora in alpeggio, alleva ancora come in passato, non sono pose. Nelle nostre proposte di escursione, che si articolano quasi sempre su più giorni e su più paesi, portiamo sempre i nostri camminatori a conoscere chi abita e lavora in montagna”.
Secondo Ivan, che ha osservato nel corso degli anni i cambiamenti della sua valle, nel corso dell’ultimo decennio si è assistito a un mutamento significativo: molte aziende agricole sono passate ai figli, giovani imprenditori che hanno a cuore il proprio territorio e sono molto più aperti alla possibilità di collaborare con il turismo, raccontando il proprio lavoro e aprendo le porte a chi è interessato a conoscerlo. “Grazie a questi nuovi sguardi, è più facile immaginare un turismo che sia sostenibile e rurale, a contatto con il territorio vero”.
La cosa importante, specificano entrambi, è soprattutto una: far sì che il turismo non sia una predazione, ma un ponte con la montagna.
“E questo passa dal chiedere ai nostri escursionisti di adeguarsi agli orari dei casari, dall’organizzarsi dividendo le auto per non impattare sulle strade della valle, dall’avvicinare chi non conosce questo ambiente alla comprensione articolata del territorio prealpino, dei suoi prodotti, dei suoi stili di vita”.
La diretta con Carmiliano e Ivan fa parte del format “Montanari in diretta” 2026. Tutte le puntate delle edizioni precedenti sono recuperabili qui: